martedì 8 maggio 2007

Email ad una femmina

Ciao Xxx,

ho provato a chiamarti ieri, ma mi andava inesorabilmente in segreteria...

Volevo ringraziarti. Sabato scorso l'ho visto. Un pò diverso, ma occasione di fantasie e un modo per mettersi a confronto. Per verificare quanto la malattia avanza, per verifcare se ho ancora un minimo di morale. E devo dire che nonostante l'esplicito altenarsi d emozioni forti, immagini crude ed idee malsane non solo ho rispettato quello che non mi provocava nulla (e quindi ne ho dedotto che anche io, nonostante tutto, ho una morale), ma ho letteralmente goduto del treno di ormoni costruito e sostenuto con orgoglio in scene come quella dove lei impiega un tempo surreale, davanti alla finestra del grattacielo, per togliersi delle semplici mutandine; un gesto che voi fate spesso con noncuranza rovinando l'arte di quello che rappresenta - l'importanza delle cose insignificanti. Il valore del superfluo. Il culo che diventa protagonista, e parla senza suoni, ma con un messaggio diretto.

Oppure la scena di lei che si masturba con il vibratore, messa a novanta, davanti - o meglio dando le terga - allo specchio: proprio l'idea che stavo sfruttando per il mio prossimo racconto, lo specchio come scappatoia al sesso con più donne, che ora si arricchisce di nuovi, perversi spunti.

E quell'immagine di una lei truccata ma col viso lavato e lo sguardo fisso che subisce senza reagire.
Per non parlare della scena iniziale, quella dove lei è usata come un autentico oggetto, dove il dettaglio della droga iniettata nella gamba e le sue urla disperate evocano in me solo spettri ancestrali che da tempo dormivano intorpiditi.
E quel suo sguardo assente che trasuda trasgressione ad ogni istante.
Sembra che subisca la situazione, invece ne è la protagonista e fa la prima donna volentieri.

Tutto condito dal rapporto di rispetto e dignità consono della cultura giapponese, che qui però viene stravolto, assume una nuova dimensione.

Grazie per avemi consigliato Tokyo Decadence.
Non mi nascondo nel dirti, e spero che non ti offendi, nel sapere che ho pensato a te e non mi sono risparmiato.
Per una volte sei stata anche tu la compagna preferita delle mie fantasie erotiche.


Marco

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Ora prego astenersi i soliti bastardi a scrivermi cose del tipo "ma che cazzo ci facevi a guardare pornazzi e a masturbarti da solo il sabato sera, al posto di spassartela in un gioco carnale con una donzella compiacente e porca dentro??".
La risposta che potrei darvi, oltre ad essere ovvia, potrebbe essere molto maleducata.

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